BAD TRIP OFFICI@L T-SHIRTS

Sostieni il progetto profbadtrip.org acquistando sul sito SHAKE una t-shirt tratta da un disegno originale del Professore:

Spaghetti Punk
I love live in the city
La Rana della Montagna Sacra Cyber
Anarchia!

Fric Antoni ama le T-shirt del Prof Baf Trip

Il mitico cantante degli Skiantos è un fan del Professore (il quale aveva tutti i suoi dischi)! Foto Gomma, Milano 1 giugno 2009

"I FUMETTI DEL PROF. BAD TRIP"

Tutti i fumetti del più importante artista della scena controculturale dal punk a oggi in un volume unico. 256 tavole allucinanti che ricostruiscono tutta l'opera a fumetti del Prof. Bad Trip. Un'opera imperdibile che, insieme al catalogo "L'arte del Prof. Bad Trip" fa parte del progetto www.profbadtrip.org che si propone di mantenere vivo il ricordo dell'artista scomparso.

 

Formato fumetto, 256 pp, in vendita in libreria, fumetteria e online

 

INDICE: Psycho - Dirk Dare, The Dark Surfer - Holy Church of Elvis - Live Tommy - Trash - The Cult - Chiodo spacciato - Amo vivere in città - The Modern Dance - Mondo Tecno - Tecnorebel Song - Vomitino - Doubledose - Il senso della vita è molto sottile - Strano viaggio di molti anni fa - The Meathead - Giornalemilitareufficiale - Effusioni nucleari - Crash - Freak Show - Le avventure insignificanti di Johnny il Coatto - Mondo Duplex - Fumetti post-fordisti - Tomorrow

 


E' USCITO "L'ARTE DEL PROF. BAD TRIP"

224 pagine - 96 a colori - centinaia di immagini

RASSEGNA STAMPA SULLA MOSTRA DEL PROF. BAD TRIP AL CAMEC

I viaggi lisergici di Prof. Bad Trip l’artista che mostrò il cyberpunk

di Silvio Bernelli

"l'Unità", 1 ottobre 2009 pubblicato nell'edizione Nazionale (pagina 34) sezione "Culture"

Gianluca Lerici è un nome che non dice nulla. Prof. Bad Trip invece dice parecchio a tanti, visto che il Prof. in questione, all’anagrafe Gianluca Lerici è stato uno dei più interessanti artisti venuti fuori dall’underground italiano degli anni ’80. Prof. Bad Trip faceva infatti parte di quello spicchio di generazione non piccola che aveva attraversato i difficili anni ’80 italiani senza dare segno del rimbecillimento che aveva invece colto altri: ad esempio, parecchi operatori dei mass media intenti a raccontare quei tempi. Bad Trip, così lo chiamavano sbrigativamente gli amici e i molti fan, aveva fatto la resistenza, si potrebbe dire. Insieme a lui l’avevano fatta migliaia di giovani intellettuali, coraggiosi editori di fanzine, conduttori radiofonici, musicisti del circuito hard core punk e artisti tra i più disparati. È proprio in quel mondo che Bad Trip muove i primi passi come disegnatore di vignette e strip spiazzanti, lisergiche come il suo tratto, originali nel senso migliore del termine. IL PASTO NUDO La sua carriera artistica procede con lavori nel campo della mail art, collaborazioni per la rivista-cult Decoder, incisioni, xilografie, serigrafie, giganteschi murales fatti un po’ ovunque in Italia, volantini per concerti punk. E poi ancora T-shirt e fumetti. Mondadori e DeriveApprodi sono, tra le altre, le case editrici con cui collabora. In questo campo, forse la sua opera più importante, certamente la più coraggiosa, è la trasposizione a fumetti del celebre romanzo di William S. Burroughs Il pasto nudo , edito dalla Shake nel 1992. Gli anni successivi segnano una svolta per l’artista, che decide di concentrare i propri sforzi sulla pittura, quasi sempre acrilica e spesso tesa a raggiungere bizzarri effetti tridimensionali. Numerose sono le esposizioni in spazi pubblici e privati. Nel 2003 realizza progetti di design a Milano per esposizioni di livello internazionale come la Triennale, ma la morte giunge nel 2006, a soli quarantatré anni. Avventura con pochi eguali in Italia e non solo, quella di Bad Trip, che Matteo Guarnaccia nel testo critico a lui dedicato, Sulla via maestra della devianza , descrive così: «Il suo marchio di fabbrica è un classico bianco e nero da xilografia, erede diretto della potente iconografia protestante tedesca, specialmente di quella legata alla Danza della morte, madre di tutte le devianze underpop e così cara agli Espressionisti. Sbrigativamente etichettato negli anni Novanta come artista cyber-punk (a dispetto della sua ostilità verso i computer) è da considerarsi a tutti gli effetti come un perfetto esponente dell’arte popolare a sfondo sociale».

Un altro tizio che lo conosceva bene, l’editore della Shake Gomma, dedica a Bad Trip questo ritratto: «È stato uno studioso dell’arte contemporanea e profondo conoscitore della cultura underground dagli anni ’50 a oggi, capace di spaziare dai Futuristi a Joe Coleman, dai Lettristi a Darby Crash dei Germs, in grado di applicare la Pop Art di Warhol alle copertine dei bootleg, di farti una lezione sui fumetti da edicola mentre produceva strisce su strisce di baloon radicali». Un intellettuale e un artista fuori dagli schemi insomma, la cui opera può essere ammirata al Centro d’Arte Moderna e Contemporanea di La Spezia, città di nascita dell’artista, fino al 24 gennaio. La mostra, promossa dall’Istituzione per i Servizi Culturali del Comune della Spezia, rende omaggio a Bad Trip attraverso un ambizioso progetto espositivo. Curata da Doriana Carlotti e Jenamarie Filaccio (con allestimento e progetto grafico di Roberto Pertile, Fabio Bonini e Filippo Giorgi), la mostra si articola in tre sale e un corridoio, presentando un’ampia selezione di dipinti, disegni e collage. Ma ci sono anche sculture, indumenti colorati a mano, oggetti di design e ogni altra stranezza a cui Bad Trip abbia messo mano. Scopo dichiarato dell’esposizione è far scoprire al grande pubblico le opere di un talento dell’arte visuale contemporanea, noto e apprezzato in Italia e all’estero: lo dimostrano le quasi 5.000 firme raccolte nei mesi scorsi con una petizione on line e cartacea. Scopo della petizione: dedicare a Bad Trip una stanza personale al Centro di Arte Moderna e contemporanea di La Spezia. Per ora si comincia con una mostra. Questa.

1 ottobre 2009 pubblicato nell'edizione Nazionale (pagina 35) nella sezione "Culture"


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