Punkaminazione

Punkrazio ricorda com'è cominciata. Io però nn mi ricordo com'è finita (qualcun* sa che in che anno è finita Punkaminazione?)

 

settembre 1982

Quelle del 24 e 25 luglio e del 1 agosto 1982 resteranno forse delle date “storiche” per il punk italiano, in quanto hanno consentito il compiersi dei primi passi veramente concreti verso una positiva aggregazione attiva tra i punks, finalmente UNITI nella volontà di raggiungere validi obiettivi. Per le prime due date le fanzines Attack e Nuova Fahrenheit avevano indetto una riunione con molte altre fanzines per discutere dei problemi più reale di organizzazione e coordinamento per le varie attività punk in italia. A Bologna ci si è ritrovati in una quarantina: era molto difficile dare risposte vere a certe esigenze, tanto che dopo aver toccato vari argomenti senza sbocchi concreti il discorso finiva per spostarsi su un altro dei quesiti da trattare, il tentativo cioè di arrivare a redarre una fanzine “nazionale” in collaborazione tra varie fanzines attuale, con elevata tiratura e realizzazione “professionale”. Per una serie di ovvi problemi, visti anche quelli discussi all’inizio, e soprattutto per rifuggire le inevitabili critiche di “monopolio” l’idea veniva scartata o per lo meno rinviata...Si è convenuto però che tutti i vari problemi di questa operazione sarebbero venuti meno nel caso dell’attuazione di una forma più contenuta di questa stessa idea che anzi potrà essere l’inizio per la risoluzione positiva della carenza di organizzazione, distribuzione, contatti ecc.

Ci si è cioè chiesti: perché non facciamo invece un foglio unico, una specie di “bollettino” di facile redazione, diffusione, spesa, contenente solo notizie e quindi immune da accuse di voler rappresentare ideologicamente il “movimento”?

A questa domanda si è risposto affermativamente il secondo giorno, definendo tutti i contorni e gli obiettivi di questo “bollettino”, ulteriormente delineato il 1 agosto a Lentiai (BL) in occasione del festival di Feltre, e qui battezzato PUNKAMINAZIONE (contaminazione punk). Un foglio siffatto dovrebbe consentire, per il suo poco costo e le ampie possibilità diffusive, di raggiungere un numero elevatissimo di punks: e l’ambizione è dunque quella di far giungere con questo foglio a tutti i punks italiani notizie di tutto ciò che accade nel punk italiano. A tale scopo si è costituita una struttura organizzativa basata su 5 (per ora) “CENTRI” che si dividono per zone geografiche le responsabilità prima di raccogliere notizie sull’attività punk (concerti, materiali, attività), poi di convogliarle sugli spazi che ogni Centro ha a disposizione su Punkaminazione, quindi di provvedere alla diffusione il più completo possibile del foglio stesso; il tutto naturalmente nella zona loro assegnata. Zone ed indirizzi sono specificati in altra parte. I Centri corrispondono alle maggiori fanzines o secondo l’opportunità di una loro data dislocazione, o si sono costituite in base ad idoneità di mezzi e contatti preesistenti. E’ ovvio però che gli spazi locali saranno redatti in modo informato, completo, aggiornato solo con la collaborazione di tutti: se in questo 1° numero qualche panoramica è incompleta fatelo sapere al Centro della vostra zona: se riceveremo molte proteste sarà un buon segno, perché significherà che questo foglio è arrivato dove non avevamo contatti, compiendo così un passo in più verso un’informazione completa. Per quanto riguarda la diffusione questa potrà avvenire nei modi più disparati, e sarà importante che da ogni città vengano richiesti ai vari Centri grossi quantitativi per la diffusione locale. Una volta convocata questa rete di contatti e collaborazioni potrà prendere corpo allo stesso modo una serie di obiettivi più ampli di questa iniziativa: organizzazione di concerti, scambio di materiali, ma soprattutto la distribuzione di autoproduzioni che verrebbero così incentivate.....

L’obiettivo è quindi quello di COSTITUIRE UN CIRCUITO ALTERNATIVO CHE INVESTA TUTTI I SETTORI DELL’ATTIVITA’ PUNX......Magari a piccoli passi ma l’AUTOGESTIONE PUNX potrà essere totale.

PUNX UNITI! E Punkaminate.....

 

Punkrazio

(a nome dei Centri Punkaminazione)

quote da acrataz.oziosi.org

 

 

Questo ricordo di Potillo (dal forum

theviciouscabaret.forumcommunity.net) è bellissimo:

 

"Ennesimo venerdì sera chiuso in casa, da solo...

 

Eccomi che vago, non navigo, ma naufrago letteralmente in rete e mi ritrovo in interviste, testi, copertine di 45 giri, un video di pochi secondi in cui mi si vede gggiovane e pieno di capelli...oh cazzo!

Ad un certo punto -SBANG!- vedo un accenno a una cosa alla quale non pensavo più da decenni, e che in qualche strano modo mi sconquassa il cuore... Punkaminazione!

 

Mi tornano spesso in mente i miei ricordi giovanili, il punk, le bands, i concerti, le persone soprattutto, ma non indulgo volentieri in questo tipo di pensieri, per il semplice fatto che, come dire: sto meglio ora di allora, ecco.

Però mi ha stupito moltissimo il fatto che una cosa che allora era così importante come Punkaminazione non mi tornasse, anche solo di striscio, alla mente da tempo così immemore!

 

Il punk era una cosa seria e magari per spiegare quanto seria fosse ci tornerò sopra in un altro Ricordo di Zio Poti.

Nel 1982...ma non vorrei dire, forse era addirittura il 1981... ci fu il primo "raduno punk nazionale", completamente autogestito (e illegale).

A quei tempi la parola "raduno" aveva significati differenti da quelli che ha oggi. Non c'era internet né i cellulari e i contatti avvenivano o per telefono o, sporattutto, per lettera, carta e penna insomma.

 

In alcune città (Torino, Milano, Roma, Bologna, Bari, Pisa, Ancona e poche altre) c'era già una fervente, per quanto piccola, scena punk. E in ogni scena c'erano già delle componenti politiche che sarebbero sfociate poco dopo nel Punk Anarchico, di ispirazione soprattutto inglese (Crass, Flux Of Pink Indians, SubHumans ecc.).

Il Punk Anarchico aveva questa semplice ideologia di base: l'autogestione della propria vita e della propria espressione creativa e la decisione di non scendere mai a compromessi col "sistema" per diffondere le proprie idee.

Stiamo parlando di persone giovanissime, molte delle quali non avevano ancora 20 anni...

 

Non so come, ma eravamo tutti più o meno in contatto: si facevano le fanzine (ciclostilate o serigrafate a mano!!!) e ce le si spediva da città a città, si organizzavano i concerti (nei primi centri sociali occupati), ci si mandava vicendevolmente le cassette autoprodotte e con le copertine fotocopiate, si passavano ore in cantina con strumentazioni approssimative a provare le canzoni, si facevano anche 15 ore di treno per andare a sentire un concerto (rigorosamente autogestito)...

 

Quello che vorrei fosse chiaro è che tutto ciò non aveva nulla di "folkloristico", ma era dannatissimamente serio!

Ci credevamo, volevamo cambiare se non il mondo, almeno le nostre vite e avevamo l'età giusta per sognare.

 

Ad un certo punto i punk bolognesi, in assoluto i più attivi e vivaci della penisola a quel tempo (insieme ai milanesi e ai torinesi) propongono di incontrarci "tutti" a Bologna, alla sede del Cassero (forse il centro sociale più antico d'Italia, risalendo esso agli Anni 70!).

Lo scopo dell'incontro era il desiderio di realizzare qualcosa, anche se forse nessuno di noi sapeva di preciso cosa.

 

La mattina di un bellissimo sabato di primavera del 1981 o '82 un gruppone di punk coloratissimi e vestiti nei modi più improbabili si ritrovò davanti al Cassero di Bologna. Molti di noi avevano fatto parecchie ore di treno per raggiungere la città; alcuni erano arrivati in autostop, nessuno -ripeto nessuno- possedeva un'automobile (e comunque la benzina costava...).

 

In un certo senso quella fu una data storica per il punk italiano, perché fu proprio lì e quella mattina che si esplicitò, in modo anche doloroso (e non parlo di botte) la prima spaccatura del "movimento" punk italiano ("movimento" che fu molto più numeroso di quanto i mass media non abbiano mai lasciato trapelare): la spaccatura, spesso netta e in seguito talvolta anche violenta, tra i "punk politici" e i cosiddetti "punk 77".

La differenza è chiara anche solo dalla definizione: "noi" volevamo cambiare il mondo, "loro" volevano ubriacarsi, usare droghe, pogare selvaggiamente, pensare il meno possibile e divertirsi, anche in modo violento.

Insomma, il "loro" ideale erano i Sex Pistols o gli Exploited, band cazzosissime e false, con testi sessisti e inneggianti alla birra e alla violenza; il "nostro" erano i Crass o i Dead Kennedys, band politicizzate, con testi duri e intelligenti, band generalmente pacifiste e non-violente, vegetariane e animaliste ecc. ecc.

Lo ammetto: per "noi" il divertimento era quasi una colpa... eravamo davvero seri e lavoravamo molto per la causa.

Per "noi" i punk 77 erano dei cazzoni che avevano preso il punk come pretesto per fare casino fine a se stesso.

Per "loro" noi punk politici eravamo dei fricchettoni noiosi che tradivano il Vero Spirito Punk (cioè birra, figa e botte; live fast, die young e cazzate del genere).

In parecchi concerti volarono spesso botte da orbi, anche perché i punk 77, a quell'epoca, più che altro per provocazione, ostentavano saluti romani e altre amenità del genere... Non tutti, certo.

 

Una prova di serietà dei punk politici è che molte delle persone allora coinvolte sono tutt'ora in giro a esprimere con la musica, il teatro, l'arte le loro idee; gli Exploited e tutti gli altri cazzoni, finita la moda si eclissarono, molti morirono di eroina. Anche diversi miei amici personali tra i punk 77 morirono di eroina... "

 

===

 

Anche i Kina ricordano l'andazzo in una intervista ai Kina (ripresa da anarchaos): "Con la sigla Punkaminazione nell'83 alcuni collettivi, gruppi musicali e i primi embrioni di etichette alternative cercavano di creare un circuito che mettesse in comunicazione permanente i suoi componenti. La cultura ufficiale del $ possiede i mass media e chi ne sta al di fuori non ha voce, da questo inconfutabile dato di realtà ci si è mossi per creare una via di comunicazione indipendente dai meccanismi di mercato. Niente di nuovo in realtà, sicuramente nei 15 anni precedenti si era fatto di molto meglio e molto di più, ma tra il 73 e l'83 non ci stavano solo 10 anni ma soprattutto molti morti ammazzati, molta galera e molta solidarietà nazionale (P.C.I. e sindacati in testa...), in altre parole lobotomia generalizzata. I giovani punk dell'83 si trovavano a reinventare da capo cose che già esistevano fino a poco prima, ma ora con molta inesperienza e goffaggine e decisamente sottonumero rispetto alle generazioni precedenti. Ci si è attestati quindi su posizioni durissime e assolutamente intransigenti; lapidazione pubblica a chi suona per il P.C.I., nessuna intervista per Rockerilla, nessun disco venduto nei negozi, prezzo di vendita molto vicino a quello di costo, nessun margine per i distributori e avanti così..."

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