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Anarcopunk. Il punk politico inglese (1980-1986)
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AMERICAN PUNK HARDCORE di Steven Blush

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Tutti i gruppi della scena: Black Flag, Minor Threat, Bad Brains, Bad Religion, Misfits, SS Decontrol, MDC, Adolescents, 7 seconds, Agnostic Front, Faith, e centinaia di altri.

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“Ci vuole una mente hardcore per scrivere un libro hardcore. Sto parlando di un movimento su cui non esistono archivi, ribelle, indisciplinato, spontaneo. Ho scritto questo libro in puro stile HC, usando tutto quello che avevo” Stephen Blush

 

e ricordati che:

 

"Per suonare l'hardcore non hai bisogno di strofe e ritornelli, non hai bisogno di assoli, non hai bisogno di un cazzo!" Mike Watt – Minutemen

 

GOMMA SUGGERISCE

Podcast 035 - Nuovi gruppi hardcore: Ouzo (Perugia HC classic con testa)

18-05-09

Categoria: Podcast Mp3 Radio



“Un dinosauro nero, staccatosi dal gregge di dinosauri bianchi (ehi!.. non vi ricorda qualcosa?..), irrompe sulla scena. Devastante come la stazza che lo contraddistingue eppure agile grazie alla velocità e al suono leggero, secco e preciso della band.. ” La mummia Mungo incontra gli Ouzo, band punk hardcore di Perugia.


Ouzo
Ouzo al calor bianco

Ouzo
Ouzo
Ouzo
Ouzo

“woke up this morning.. got the hc by my side..”

 

Dinosauri. Questa è l’icona che gli Ouzo hanno scelto per rappresentare se stessi. E ben gli si addice!Vi segnalo intanto subito subito il loro ultimo lavoro del quale mi sono rimaste impresse veramente un sacco di cose: i testi, le note di copertine, lo spirito dell’opera... oltre ovviamente alle sonorità. Già il titolo che porta ve li dovrebbe far diventare subito simpatici... “Less bibles, more doubts”, prima e più importante trasmissione di quel virus antiautoritario che, sempre e comunque, dovrebbe muovere le nostre azioni. Sia che si suoni hardcore sia che si faccia ricerca scientifica o speculazione filosofica. Significa “meno bibbie e più dubbi”. Capperi! Una vera dichiarazione d’intenti di spessore copernicano! Un’affermazione che più laica non si può.. una botta di sano scetticismo che sgretola le effimere certezze dei credenti di ogni fede (anche quelle delle “chiese HC”), dei bigotti, dei fanatici o dei semplici ipocriti.Era ora! Soprattutto di questi tempi che vedono vegliardi più o meno pii e autorevoli venirci ad ammonire da ogni dove (tv, giornali, cime dei monti e profondità marine), con le loro cose vecchie e inutili. Stan lì a raccontare la loro storiella, a farci la lezioncina, la morale. E su e giù e qui e là.. circondati da corti di ruffiani e schiere di fedeli esecutori con la carta assorbente al posto del cervello. Pronti per fede ad applaudire, a inginocchiarsi di fronte al nulla, ad accendere puzzolenti incensi o conteggiare all’infinito cabale di numerini. Ecco. Tutta lì. Mi piace pensare che non tutti si stia al gioco... pensare che ogni tanto salti fuori  qualcuno che rifiuta di farsi incantare, di credere ciecamente alle bibbie magari fino ad arrivare a massacrare e farsi uccidere.. per nutrire e nutrirsi invece di dubbi, di voglia di mettere in discussione ogni cosa, di buttare giù i paletti.. Una boccata d’aria fresca insomma.. ma non l’unica.

 

“Non fidarti di un fan hardcore che prima non sia stato punk” recita un loro brano. Traduzione: di fronte a tanti stronzetti MTVdipendenti e tamarri da stadio, ognuno di loro pronto a spergiurare di suonare HC o, meglio, di fare il “vero HC”, così noiosamente già bell’e che impacchettato, preconfezionato e digerito, non è male ricordare da dove l’hardcore provenga e da quale passaggio è necessario “passare”. E sì perché l’HC mica lo scegli sullo scaffale tra un cd di metal e uno di emo, o dopo un tiziano ferro prima di un gigi d’alessio... no cari miei... prima bisogna essere (o almeno essere stati) punk. Pi - U - eNne - Kappa. P U N K. Dove punk significa, al nocciolo, rifiutarsi di credere e di obbedire alle ridicole liturgie dei valori di questa bella società di merda (NB: chi volesse un chiarimento ulteriore può ascoltarsi il podcast delle esternazioni di fine anno vol. 2° di gomma.tv) e dunque .. fuck you! Capito? FUCK YOU!Infine, ma non meno importante, una citazione dal loro cd riguardante ... ehm... gente... ehm... mummie... come me, insomma. Dunque... i nostri si chiedono se un punk hardcore possa restare tale alla bella età di 30 anni! (SIC!) … e io allora? E lo zio Gomma? E la prossima new entry mummia Laure de Lauris? .. brivido!! Essere punk hardcore oltre i 30 anni... brrrrrr… e oltre i 50 secoli? Però, ragazzi... alla fine.. cosa cazzo vorrà dire?A me piace pensare di essere un po’ come quei vecchi bluesman che si tengono un po’ in disparte.. fuori dalle rogne, dalle mode e dalle menate... di modo che possano continuare a suonare ed ascoltare ciò che gli va con gli amici e possano, appunto, svegliarsi ogni mattina con il blues accanto…

Formazione: Diego piccolo: voci - Trave: chitarra - Mics: batteria - Mizio: chitarra - Giudi: basso

Discografia:

Less bibles, more doubts - DIY CONSPIRACY 2008

Clichè revolution - DIY CONSPIRACY 2006

 



Links:

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MySpace degli Ouzo






LISTA COMMENTI

luciano da empoli
  23-05-09 19:58
ciao diego, grazie della risposta. hai ragione, anche un testo dei wretched ad esempio è difficile da capire tutto subito, però secondo me poi ti si stampa in testa con maggior forza rispetto a un testo in inglese.. proprio perchè c'è il tentativo di comunicare con una lingua che magari di per sè non è neanche adattissima a sto tipo di musica.

Diego da Perugia
  22-05-09 12:55
Grazie per l'osservazione. Provo a dire la mia: ad essere sinceri io senza testi davanti non capisco nemmeno i pezzi dei gruppi punk hc che cantano in italiano. O meglio, si capiscono solo certi passaggi, quelli più "marcati" o "anthemici", che da soli non fanno il capire il senso del testo. Se si dà "fiducia" a un gruppo, se si pensa che abbia qualcosa di interessante da comunicare, forse è bene anche fare lo sforzo di procurarsi i testi, indipendentemente dalla lingua. Ciao

luciano da empoli
  22-05-09 08:55
a rigà, non per polemizzare, ma perchè i testi in inglese che se uno non ce li ha davanti non capisce un cazzo?
e poi si perde molto della poesia che avevano i gruppi punk anni 80 che appunto tentavano di esprimersi col nostro idioma. la musica spakka.


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