Gomma suggerisce la lettura di:

Ian Glasper
Anarcopunk. Il punk politico inglese (1980-1986)
460 pagine con decine di foto

INTERVISTE A E CONTRIBUTI DI: CRASS, POISON GIRLS, CONFLICT, FLUX OF PINK INDIANS, CHUMBAWAMBA, SUBHUMANS, DIRT, ICONS OF FILTH, ZOUNDS, ANTISECT, RUDIMENTARY PENI, RUBELLA BALLET, AMEBIX, HAGAR THE WOMB, MOB, OMEGA TRIBE, STALAG 17, OI POLLOI... E MOLTI ALTRI

AMERICAN PUNK HARDCORE di Steven Blush

464 pagine con centinaia di interviste, decine di foto e manifesti

Tutti i gruppi della scena: Black Flag, Minor Threat, Bad Brains, Bad Religion, Misfits, SS Decontrol, MDC, Adolescents, 7 seconds, Agnostic Front, Faith, e centinaia di altri.

Il libro definitivo sulla scena HC americana

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“Ci vuole una mente hardcore per scrivere un libro hardcore. Sto parlando di un movimento su cui non esistono archivi, ribelle, indisciplinato, spontaneo. Ho scritto questo libro in puro stile HC, usando tutto quello che avevo” Stephen Blush

 

e ricordati che:

 

"Per suonare l'hardcore non hai bisogno di strofe e ritornelli, non hai bisogno di assoli, non hai bisogno di un cazzo!" Mike Watt – Minutemen

 

GOMMA SUGGERISCE

Podcast 020 - Gli spazi di libertà sulle reti non si toccano! I feel like an anarchist!

20-10-07

Categoria: Podcast Mp3 Radio



Vi propongo un nastro del 1994 sui diritti di libertà delle BBS (bulletin board systems, gli antenati dei siti Web e dei blog) e in generale del cyberpazio. Mi sembra appropriato in questi giorni, quando accade che su un ddl sull'editoria - stavolta è il turno di di Ricardo Franco Levi - girino ancora (ANCORA!) sospetti che il potere politico voglia limitare, con autorizzazioni, notifiche e balzelli, la libertà di espressione. Nella registrazione da Radio d'Urto di Brescia del 27/12/1994 parlano: un sysop di una bbs inquisita, Gomma, Sandrone Dazieri e Stefano Rodotà.


no censorship
Censorship di Eric Drooker, un grande della grafica underground

Nei primi anni Novanta, gestire una Bbs era una cosa bellissima: in casa tua, con pochi soldi e senza chiedere permesso a nessuno [no provider, no hosting, niente!] mettevi su un servizio telematico per te e i tuoi amici. Insomma una piccola forma di vera, illimitata libertà (ma la libertà può essere limitata?) di comunicare. Poteva tale meraviglia durare a lungo? Figuriamoci, e fu così che gli invidiosi politicanti, i mass media, alcuni magistrati, qualche cybercarrierista e le new entry della telematica commerciale tanto fecero e sbrigarono per REGOLAMENTARE LE BBS che si creò una melma ideologica (UNA MENATA INFINITA) da cui noi libertari ci salvammo solo grazie all'avvento a sorpresa del Web aperto al pubblico. Così mentre i censori e recintatori volevano ingabbiare un cyberspazio, ne venne fuori un altro molto molto molto più grande, un pelino più complicato da recintare. Poi, i recinti li hanno fatti anche sul Web, ma son pieni di buchi, come è giusto che sia. La cosa interessante è che ciclicamente qualcuno dei suddetti ogni tanto ci prova a tirare su paletti e steccati, il popolo delle rete si incazza, i politici mischiano le carte, la libertà viene limitata e andiamo avanti così

 E' quello che sta succedendo anche oggi, Italia ottobre 2007, per via del ddl sull'editoria a opera del sottosegretario alla presidenza del Consiglio per l’editoria Ricardo Franco Levi. Il quale bersagliato dai blogger si scherma: "Con il provvedimento che tra pochi giorni inizierà il suo cammino in Parlamento non intendiamo in alcun modo né ‘tappare la bocca a internet’ né‚ provocare ‘la fine della Rete’. Non ne abbiamo il potere e, soprattutto, non ne abbiamo l’intenzione... Niente, dunque, è stato ed è più lontano dalle nostre intenzione della volontà di censurare il libero dibattito dei e tra i cittadini... quando prevediamo l’obbligo della registrazione non pensiamo alla ragazzo o al ragazzo che realizzano un proprio sito o un proprio blog... " Ma (E TE PAREVA!) ecco la chiusura che ci allarma: "Siamo consapevoli che, soprattutto quando si tratta di internet, di siti, di blog, la distinzione tra l’operatore professionale e il privato può essere sottile e non facile da definire. Ed è proprio per questo che nella legge affidiamo all’Autorità Garante per le Comunicazioni il compito di vigilare sul mercato e di stabilire i criteri per individuare i soggetti e le imprese tenuti ad iscriversi al Registro degli Operatori."

State pronti perché ne vedremo delle belle!

Per quanto mi riguarda non torno indietro un passo da quello che pensavo nel 1994 sulla regolamentazione del cyberspazio, per cui ancora oggi sono dalla parte di chi lotta, sbraita, strilla, fa casino in ogni modo perché l