My Second Life
Questo sono io nella mia Decoder Island - Vieni a trovarmi e a vedere chi/cosa c'è sull'isola
CHI SONO
Mi chiamo E. "Gomma" Guarneri. Il "Gomma" è il mio rifiuto autoironico ma fermo - lo sto tenendo da 30 anni nonostante i tentativi di imitazione - delle seriose convenzioni su nomi, cognomi, famiglie e dinastie, e tutto ciò che queste comportano... anche perché partendo da condizioni sociali non elevate non è che mi potessi giocare quella carta, quindi ho bluffato. Se non sei nessuno tanto vale spacciarsi come qualcuno. Questa filosofia me l'ha insegnata il proprietario del miglior soprannome che io abbia mai sentito, e anche un po' invidiato: Zero Nessuno. Zero Nessuno è un gay sottoprolet quartiere Chiesa Rossa a Milano. Un tizio che a tempo debito - quando i gay erano + rivoluzionari e meno dolce&gabbana - ha fatto il giusto casino. Un giorno gli ho chiesto: "Perché Zero Nessuno?". Risposta: "Sono povero, sono tutto sbagliato. L'unico modo per essere qualcuno era chiamarsi Zero Nessuno." E infatti a suo modo Zero Nessuno è una star.
Ma ogni trasgressione diventa la norma, così è successo che il mio amico Bruno Pischedda - un critico letterario - un giorno a un convegno mi ha sentito chiamare "Dottor Gomma". Bruno mi ha riso in faccia, col suo modo da tamarro della cintura periferica, e ha concluso: "Dottor Gomma è un ossimoro!". Beh, come dargli torto?
Guardando a ritroso, mi rendo conto che la mia vita è stata ed è praticamente tutta dentro il campo dell'informazione e la comunicazione, e che non so fare molto di più. Sono inoltre da sempre interessato alle controculture e alla culture di avanguardia, le cui frequentazioni vedrete documentate su questo sito.
Sono laureato in Sociologia della comunicazione, che ho iniziato a studiare con Alberto Melucci, ottimo sociologo e docente, autore di alcuni testi fondamentali sui movimenti contemporanei, tra cui Altri codici e L'invenzione del presente.
Sono stato allievo del libraio Primo Moroni, e dal 1984 collaboratore attivo della Libreria Calusca di Milano, gestendone all'interno una specie di "negozio" di materiali punk/new wave (carta, dischi, tape, video), che in breve tempo è diventato il punto di riferimento culturale della scena milanese della metà degli anni Ottanta. Tra le tante cose utili, Primo mi ha insegnato anche un lavoro, cioè come si gestisce una libreria, un'arte fatta di attenzione e accoglienza verso chi entra in quel luogo e di tecniche commerciali (come si ordinano i libri, come si espongono, politiche degli sconti, come e quante volte si fa girare il magazzino ecc.) e ha fatto esplodere in me in maniera definitiva la passione per i libri.
Sempre nel 1984, insieme al mio amico Atomo ho eseguito una performance - diventata assai nota - con tagli al petto ai danni di alcuni sociologi che avevano organizzato un convegno su punk e affini (che loro chiamavano "bande spettacolari giovanili"). Sull'onda dell'entusiasmo, con altre "creature simili" abbiamo successivamente organizzato concerti molto grossi come D.O.A. e Sonic Youth, presso il Leoncavallo (frequentato allora da pochissima gente) e poi fondato nel 1985 Helter Skelter, un luogo che secondo me è stato uno dei migliori della Milano degli ultimi trent'anni quanto a programmazione d'avanguardia (e la storia mi darà ragione): un'esperienza che ha svecchiato una scena cittadina compressa tra cultura compagnosa anni Settanta, diffusione delle odiate "birrerie", repressione becera, eroina a fiumi, Bettino Craxi e Armani "on the run". Fino a che la convivenza con il Leoncavallo non è diventata complicata abbiamo continuato a diffondere la filosofia Helter Skelter, cioè fare la rivoluzione con la cultura.
Sempre nel 1985 e fino al 1987 ho condotto presso Radio Popolare di Milano, Tensioni Radiozine che, come recitava la rumorosa sigla urlata da Kix, era una "rubrica settimanale ad esperimenti sulla comunicazione sovversiva", in cui è passata tutta la scena alternativa/sperimentale italiana di quegli anni, e che ha documentato via radio la nascita del "movimento" dei centri sociali. Di Tensioni ho qualche k7 che metterò online su questo sito.
Presso la Calusca, insieme a tre compagni di strada, nel 1985 fui incaricato da Moroni di progettare la "Calusca Newsletter", una rivista che fosse in grado di rappresentare le diversissime componenti della libreria. L'esito di quel periodo di riflessione fu "Decoder", semestrale di studi sulla comunicazione che ha lanciato parole d'ordine e temi di studio assolutamente nuovi in Italia, soprattutto legati all'uso alternativo delle nuove tecnologie, a uno studio sistematico e alla rappresentazione genuina delle controculture. Per scelta forse ingenua ma che a tutt'oggi rivendico come "sana", non abbiamo mai voluto pubblicità sulla nostra rivista, pur arrivando a venderne 10.000 copie. Le sole pubblicità erano false: mitica una su "il manifesto" ("il manifesto, il quotidiano che non dimentica... quando si ricorda") che fece incazzare la ex nostra Tiziana Maiolo (ci diede dei pezzenti). Dopo mille pagine su carta, Decoder vive oggi solo sul web (ma chissà, un giorno potrebbe risorgere...).
Intorno al 1988 sono entrato nel collettivo del centro sociale Conchetta 18, rimanendoci per circa dieci anni. Il Cox18 si è distinto a lungo per una impostazione originale rispetto alla scena dei centri sociali italiani, uscendo dagli schemi dell'ideologismo e della militanza (che ho sempre tollerato con fatica). Tra le tante iniziative cui ho contribuito ricordo i "Decoder media party" - delle straordinarie feste cyberpunk - la mitica "Piazza Virtuale" del 1992 sotto la direzione del Ponton Media Lab di Amburgo che diventò un vero e proprio "topos" mondiale della comunicazione digitale, e decine di happening underground anche molto complessi. La mia idea sui centri sociali era legata alla convizione che questi - per avere un ruolo sociale di trasformazione - dovessero essere molto più "avanti" rispetto al mondo della produzione culturale ufficiale. E per un po' di tempo è stato effettivamente così.
Nel 1989 ho fondato società editrice ShaKe, che ha pubblicato più di 70 titoli su nuove tecnologie, rapporto tra tecnologia e società e controculture e ho coordinato circa 40 progetti di siti web e applicazioni multimediali.
Ho tradotto, tra gli altri: "Hackers" di Steven Levy, "Con ogni mezzo necessario" di Malcolm X (con Raf Valvola), "Microservi" e "Fidanzata in coma" di Douglas Coupland (con Marco Pensante) per Feltrinelli.
Ho firmato i video "Videozine Cyberpunk I" e "Videozine Cyberpunk II", "Richard Stallman. Filosofia e pratica del Progetto Gnu", "Punx, creatività e rabbia" e il libretto con cd di canti ultrà "Da Liverpool a San Siro".
Dal 1989 fino alla sua chiusura nel 1997 sono stato cosysop del servizio telematico amatoriale DECODER BBS, che faceva parte del circuito Cybernet.
Dal 1991 scrivo articoli riguardanti l'informatica e la società su numerosi quotidiani, settimanali e collaboro con diverse radio (tra gli altri "il manifesto", "La Repubblica", Radio Popolare, Rai Radiouno).
Dal 1995 ho diretto con Raf Valvola la collana su nuove tecnologie e società "Interzone" per Feltrinelli, che per prima ha pubblicato in Italia autori fondamentali per la cultura informatica, comunicazione e nuove indentità come Pierre Lévy, Donna Haraway, Tim Berners-Lee, Mike Davis, Derrick De Kerckhove, Mark Dery, Manuel De Landa, Katie Hafner e Matthew Lyon.
Dopo aver collaborato con Rai2 con una serie sulle nuove tecnologie (Cyber clip di Go Kart), dal 1997 sono stato tra gli autori e conduttori del quotidiano televisivo "Mediamente", in onda su Rai3.
Dal novembre 1998 fino al giugno 2000 sono stato il direttore editoriale del sito di e-commerce Zivago - partnership tra il gruppo Feltrinelli e L'Espresso - di cui ho disegnato parte del progetto.
Sono attualmente responsabile del sito web della casa editrice Feltrinelli, di cui ho disegnato il progetto, completamente realizzato con software open source e free su piattaforma Linux, e mi occupa di progettazione di siti e altre applicazioni telematiche, nonché di authoring e produzione di dvd documentaristici. Una cosa recente e bella è stata una lunga intervista al grande Alejandro Jodorowsky che si trova sul dvd Alejandro Jodorowsky. Conversazioni sulle vie dei Tarocchi.
Ho partecipato da relatore a centinaia di dibattiti, conferenze, seminari, lezioni e master (Università di Urbino, Università Statale di Milano, Accademia di Belle Arti di Carrara, Naba Milano) sulle questioni delle culture alternative, informatica e comunicazione avanzata.
Credo che sia possibile migliorare il mondo tramite l'attivismo culturale. Amen













